Ultimo Aggiornamento: 30 Maggio 2024

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9 Maggio 2024

Strage di Casteldaccia: i lavoratori non dovevano entrare nella cisterna

La tragica strage di Casteldaccia ha causato la perdita di cinque vite umane e lasciato tre lavoratori feriti, di cui uno in condizioni gravissime. Gli eventi hanno avuto luogo durante lavori di manutenzione all’interno di una cisterna di liquami, dove le vittime sono state esposte a esalazioni tossiche fatali.

Secondo le prime indagini, i lavoratori non avrebbero dovuto entrare nella cisterna. Il contratto per i lavori, assegnato alla ditta Quadrifoglio, prevedeva una modalità di intervento operativa dai tombini, utilizzando sonde ad alta pressione per liberare le condotte fognarie occluse. Tuttavia, sembra che questo protocollo non sia stato seguito, portando a conseguenze tragiche.

Le autorità competenti, guidate dal procuratore capo Ambrogio Cartosio, stanno conducendo approfondite indagini sulla vicenda. Al momento, non sono stati formalmente indagati responsabili per l’accaduto, sebbene sia stato aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Nel frattempo, uno dei sopravvissuti, Domenico Vola, 62 anni, è ricoverato in condizioni critiche al Policlinico di Palermo. È stato intubato a causa di un’intossicazione da idrogeno solfato, rischiando seriamente la sua vita.

Questa tragedia mette in luce l’importanza di rispettare scrupolosamente le procedure di sicurezza sul lavoro e di garantire la formazione adeguata per evitare simili incidenti in futuro. La priorità ora è garantire giustizia per le vittime e le loro famiglie, oltre che fare tutto il possibile per il completo recupero dei lavoratori feriti.

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