Ultimo Aggiornamento: 16 Febbraio 2024

...

28 Gennaio 2024

Operazione mistero, Adriana Levi: il delitto della cena di Natale

Omicidio Adriana Levi
Omicidio Adriana Levi

Un mistero lungo 34 anni, un giallo in piena regola, archiviato dopo dodici mesi per mancanza di risposte alle poche ipotesi di partenza. Trentaquattro anni fa, il 19 dicembre del 1989 a Milano, Adriana Levi, una donna di 66 veniva uccisa barbaramente nel suo appartamento. Adriana Levi era una donna forte, da bambina era stata nel carcere di San Vittore, a Milano, con i suoi genitori per poi essere deportata nel campo di concentramento di Bergen-Belsen dove si trovana anche Anna Frank. Sopravvissuta alla guerra, all’orrore nazista, ai campi di concentramento e alla morte di due mariti divenne così fiera e coraggiosa, che la vita non la piegò. Si appassionò all’arte e all’antiquariato e aprì un negozio chiamato “Il cenacolo” dove vendeva pezzi d’antiquariato di valore. La sua casa si trovava al pianterreno di una palazzina in corso Magenta, in pieno centro, proprio davanti a S. Maria delle Grazie ed era piena di oggetti antichi e strani con e senza valore come un orologio a pendolo, un cavallo di legno a grandezza naturale all’ingresso, vasi, tabaccherie.

La notte tra il 19 e il 20 dicembre 1989 ha segnato il destino di Adriana, una donna la cui vita era un mosaico di resilienza. Il suo appartamento è diventato il teatro di un crimine che ancora oggi sfugge alla comprensione degli investigatori. La cena di Natale anticipata con sei ospiti, uomini e donne, tra cui Romano, il flautista legato a lei da un’amicizia particolare, è stata l’ultima occasione in cui Adriana è stata vista viva. La scoperta mattutina della sua morte, massacrata, ha sconvolto chiunque fosse coinvolto nella sua vita, aprendo un enigma che continua a sfidare l’ingegno degli investigatori. L’orrore della scena del crimine ha offerto un quadro caotico: una camicia da notte insanguinata, coltellate non mortali e un candelabro scomparso, probabilmente utilizzato come arma per infliggere ferite cruente. Questo non sembra essere stato un semplice tentativo di rapina, ma piuttosto un intricato tentativo di depistaggio. La casa, che era protetta da un sofisticato sistema d’allarme, ha svelato stranezze: l’allarme reinserito in modo sospetto, lasciando tracce di passaggi in alcune zone ma non in altre, come se l’assassino avesse voluto deliberatamente lasciare indizi confusi. Il sospetto cade su Romano, l’ultima persona a essere vista con Adriana, ma il suo alibi e le testimonianze pur incerte, lo hanno salvato. Tuttavia, il giallo è ancora aperto su molteplici fronti. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata, così come l’identità dell’assassino. Le teorie oscillano tra una rapina inscenata e la possibilità che l’omicida fosse qualcuno che conosceva bene il funzionamento dell’antifurto. La figura enigmatica di Adriana svela una serie di relazioni complesse, tra cui quella con Romano e la sua presunta promessa di un futuro nel mondo della musica. Tuttavia, le prove sono esigue, i sospetti si confondono e il mistero si infittisce, lasciandoci con una domanda irrisolta: chi ha ucciso Adriana Levi e perché?. L’omicidio di Adriana Levi rimane un enigma senza soluzione, un mistero avvolto in segreti, indizi confusi e un intricato intreccio di relazioni personali. Il dolore della perdita di una donna così eccezionale è stato acuito dall’assenza di giustizia e dalla mancanza di risposte definitive, lasciando aperti solo sospetti e speculazioni nel cuore di Milano.