Ultimo Aggiornamento: 28 Febbraio 2024
Corriere della Campania

Dieci opinioni dopo Napoli – Salernitana

Nell’anticipo della ventesima giornata, il Napoli vince in rimonta contro la Salernitana e come consuetudine, ecco le nostre Dieci Opinioni sul match (non del tutto brillante) degli azzurri.

  1. Il ritorno. La prima di ritorno con il calendario asincrono e il ritorno del presidente dalle vacanze spagnole che non proferisce parola sulla questione Osimhen – Kvara. Gli ingredienti perfetti per una giornata storta ma una botta di fortuna (ogni tanto) salva quel poco salvabile.
  2. Il ritiro. La settimana a Pozzuoli non ha sortito l’effetto sperato e oltre ad un gioco avulso, in campo aleggia un certo nervosismo che inficia sul gioco dei partenopei. Poteva essere il momento perfetto per ritrovarsi come squadra ma alcuni azzurri sono persi e troppo presi da situazioni esterne al campo. Non sono mancati attimi di screzio e le cose più semplici diventano complesse.
  3. Mazzarri. L’allenatore del Napoli si affida ormai alla sorte: tra infortuni, scontenti e nazionali, il toscano ridisegna il suo 4-3-3 con Gaetano in luogo di Zielinski ma lo scugnizzo azzurro non ha le stesse caratteristiche del polacco e la Salernitana, spesso, affonda da quel lato. Aspettando gli acquisti promessi, Mazzarri preferisce ancora una volta Zerbin a Lindstrom, lasciando il danese in panchina per 90 minuti. Si rivede, invece, Demme e l’italo-tedesco ci mette la testa nell’azione della rete finale.
  4. Zona Mazzarri. Ci siamo! Si spera. Il Napoli vince e lo fa come 10 anni fa, ossia nei minuti di recupero. Nel momento più buio e caotico, i fantasmi dei campionati passati appaiono nell’impianto di Fuorigrotta e Mazzarri ritrova la sua antica fortuna. Mostra l’orologio, Walter!
  5. Il doppio attaccante. Sull’ 1 a 1, Mazzarri sorprende tutti inserendo Raspadori accanto a Simeone per aumentare il peso offensivo ma i due atleti non impensieriscono la difesa ospite. Se l’attacco non va, ci pensa la difesa, o meglio, il difensore Rrahmani. Polveri bagnate o poca lucidità? In entrambi i casi, gli attaccanti azzurri devono ritornare letali come un tempo anche in virtù dei prossimi appuntamenti.
  6. Trenta minuti. È un Napoli imbarazzante che in trenta minuti non riesce a creare nessuna occasione dalle parti di Ochoa. Possesso palla stucchevole che permette agli avversari di serrare i ranghi, gioco senza idee e quando Lobotka è marcato, la manovra azzurra stenta a decollare. Neanche gli esterni spingono come dovrebbero e non creano superiorità.
  7. Candreva. Non ci sono più aggettivi per descrivere l’esterno granata; Candreva segna (tra l’altro, un goal spettacolare), corre e pressa. L’ avventura a Salerno lo ha ringiovanito e l’ex Inter è sicuramente l’arma in più di Inzaghi per puntare alla permanenza nella massima serie.
  8. Rrahmani. Da qualche settimana, è il più criticato, a causa dei (troppi) svarioni difensivi. Ma il kosovaro non si perde d’animo e al 92esimo fa esplodere il San Paolo trovandosi al posto giusto nel momento giusto. Esultanza liberatoria con corsa sotto la curva. 10 100 1000 kosovari.
  9. La supercoppa. Tra qualche giorno ci sarà la semifinale di supercoppa italiana in terra araba contro una Fiorentina ostica che corre. Con il ritorno di Mazzocchi, forse è arrivato il momento di tornare al passato, a quel modulo tanto caro all’allenatore di San Vincenzo perché ormai il 4-3-3 (almeno in queste condizioni atletiche) non è sostenibile.
  10. Lavezzi. Questa vittoria è dedicata a Lavezzi che nelle ultime ore è stato ricoverato per problemi personali. Pocho tieni duro che Napoli ti ama ancora.

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