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CSM, eletto il nuovo vicepresidente: Fabio Pinelli, candidato della Lega

- 25 Gennaio 2023

Il candidato della Lega, l’avvocato padovano Fabio Pinelli, è il nuovo vicepresidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), eletto con 17 voti a favore al terzo scrutinio, seguito dal candidato del Pd, Roberto Romboli con 14 voti. L’elezione del nuovo vicepresidente è arrivata al terzo scrutinio, dove era sufficiente la maggioranza relativa, a differenza dei due scrutini precedenti era richiesta la maggioranza assoluta, ma nessuno dei candidati aveva raggiunto il quorum.

 Per Pinelli avrebbero votato i 7 consiglieri di Magistratura indipendente, i 7 laici prescelti dal centrodestra, il laico di osservanza renziana e altri due consiglieri che precedentemente si erano astenuti; mentre per Romboli avrebbero votato oltre sé stesso, gli 8 consiglieri della “sinistra giudiziaria” e il laico dei Cinque stelle. Per la vittoria di Pinelli è stata decisiva la riduzione delle schede bianche, da 5 nelle prime due votazioni a solo una dell’ultimo scrutinio.

Dopo la sua elezione, il neo-vicepresidente ha dichiarato: “Cerchiamo di essere credibili, trasparenti, mai obliqui nell’interesse del Paese”. “Orienterò ogni mio comportamento nell’interesse del Paese con la guida e il faro del presidente della Repubblica” ha poi continuato. Fabio Pinelli inoltre ha garantito la sua disponibilità all’ascolto di tutti i consiglieri, anche nel rispetto di chi legittimamente non l’ha votato e auspica per il CMS “scelte condivise e meditate”.

Il presidente della Repubblica che è anche presidente del CSM, Sergio Mattarella, alla seduta straordinaria del Plenum del Csm ha fatto i suoi auguri a Pinelli, ribadendo che il ruolo del vicepresidente è quello di favorire la coesione di tutto il Consiglio, puntualizzando che “l’adozione di delibere condivise, ne rende più efficace ed autorevole il percorso”. Mattarella ha inoltre ribadito l’importanza del CSM: “Desidero ricordare il ruolo di questo Consiglio, organo di garanzia che la Costituzione colloca a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.

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