14 views 3 mins 0 Comment

Caso Pamela Mastropietro: il processo d’appello bis rinviato al 22 febbraio

- 25 Gennaio 2023

Il processo è stato rinviato al 22 febbraio per la mancanza di due testimoni. La madre di Pamela ha indossato una t-shirt con le foto del corpo della figlia: “Ecco come l’hanno ridotta”.

A chiedere giustizia per Pamela Mastropietro, la ragazza di 18 anni uccisa a Macerata il 30 gennaio 2018, sono tutti i suoi familiari e amici. Tuttavia, il processo d’appello bis previsto oggi a Perugia è stato rinviato al 22 febbraio per la mancanza di due testimoni importanti.

 Lo scorso febbraio la Cassazione ha confermato la condanna a Innocent Oseghale, un pusher 32enne, per l’accusa di omicidio, ma non per stupro: i giudici hanno però disposto un appello bis a Perugia per chiarire le circostanze del presunto reato sessuale.

 Tuttavia, oggi, sono venuti a mancare due testimoni importanti: Francesco Mercuri e Fernando Javier Cristel. Pamela, prima di morire, aveva intrattenuto rapporti sessuali con entrambi in cambio di passaggi per fuggire dalla comunità di recupero per tossicodipendenza in cui si trovava. In passato era stata avanzata l’ipotesi di violenza sessuale anche per questi due testimoni, giustificata dall’incapacità di difendersi della ragazza a causa del suo stato psicologico e dei disturbi bipolari di cui soffriva.

Tra i due testimoni solo Crisel ha giustificato la sua assenza, presentando un certifico medico che dimostra la sua convalescenza in seguito alla frattura di una costola. Invece Mercuri non ha dato alcuna spiegazione della sua assenza e il giudice ne ha disposto l’accompagnamento coatto alla prossima udienza, nonché una sanzione pecuniaria di 250 euro.

 La madre di Pamela, Alessandra Verni, si è presentata in aula indossando una t-shirt su cui compaiono le immagini di parte del cadavere della figlia. “Guardate come l’hanno ridotta, ancora discutiamo sulla violenza sessuale” queste le parole della donna.

 In aula si è sfiorato lo scontro tra la madre di Pamela e Oseghale: all’imputato è stato chiesto se avesse intenzione di partecipare alla prossima udienza e questi, dopo essersi consultato con il suo legale ha detto di no. Al che la donna ha commentato dicendo: “Adesso si viene a chiedere anche a un carnefice se vuole partecipare all’udienza oppure no. Mettiamogli pure un tappeto rosso a questo punto”. Inoltre mentre Oseghale veniva portato via dalla polizia penitenziaria, ha detto: “basta oppressione giudiziaria”. Alessandra Verni ha cercato a quel punto di scagliarsi verso di lui, ma è stata fermata sia dalla polizia penitenziaria che dai carabinieri in aula.

 Fuori dal Palazzo di giustizia di Perugia, la donna ha urlato: “Mi aspetto giustizia da questo processo, quello che chiedo da cinque anni, giustizia. Ergastolo a vita per chi fa queste cose, Oseghale e tutti i suoi complici devono pagar”.“ Pamela è stata violentata, è stata uccisa, è stata bastonata in testa, è stata torturata, è stata fatta a pezzi” ha detto poi la donna tenendo in mano le fotografie del corpo della figlia.

Comments are closed.