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L’ascesa di Pelé da origini umili a leggenda del calcio

- 30 Dicembre 2022

A Napoli quando si parla di Pelé si fa sempre la disputa su chi sia stato il più grande fra lui e l’amato Pibe de oro, ma oggi non siamo qui per ricordare la sua straordinaria eccellenza calcistica, almeno non solo.

Nato in un villaggio Três Corações,  nello stato meridionale del Minas Gerais , Edson Arantes do Nascimento, ha rappresentato per ogni giovane professionista del calcio un mito con cui confrontarsi.

A soli 5 anni si trasferì con la sua famiglia a Bauru, un grosso centro urbano nello stato di San Paolo. In questa città il campione diede i primi calci ad un pallone e da li a poco cambio il suo nome in quello di Pelé.

Secondo i racconti, i suoi amici lo avrebbero soprannominato così perché non riusciva a pronunciare bene il nome di un portiere.

Pelé, ha rappresentato nella sua storia, la genialità che si impegna e riesce a toccare il tetto del mondo.

Pelé, infatti, ha esordito in nazionale solo a 16 anni e nel 1958 divenne per la prima volta Campione del Mondo segnando anche un record storico ancora in piedi. Con i suoi 17 anni è il giocatori più giovane ad aver segnato in una finale mondiale. Gli altri due titoli sono arrivati nel 1962 e nel 1970 ed ad oggi detiene un altro record come l’unico calciatore della storia ad aver alzato per 3 volte la coppa più ambita.

Sono tanti i suoi record sul campo ma, forse proprio per le sue origini umili, l’uomo Pelé è stato sempre una figura di grande impatto: a livello politico ha cercato di rendersi utile al suo paese ricoprendo l’incarico di Ministro dello Sport tra il 1995 e d il 1998 e vestendo più volte il ruolo di ambasciatore verdeoro nelle più grandi manifestazioni come i Mondiali in Brasile del 2014 e le Olimpiadi di Rio de Janiero del 2016. Ha vissuto il resto della sua vita sempre a San Paolo dimostrando un grandissimo attaccamento alla sue origini. Anche nell’ultimo Mondiale in Qatar, nonostante le sue condizioni fisiche deficitarie ha sempre sostenuto la nazionale verdeoro con video messaggi d’incoraggiamento.

Amante dello sport, ha sempre saputo posizionarsi ad un livello superiore, quasi distaccato per fare della sua stessa fama, il trampolino, il palco, da cui poter lavorare per la rivalutazione delle classi sociali meno abbienti.

E nonostante le continue illazioni su chi fosse il più grande, non ha mai mostrato fastidio quando ad esempio poteva incontrare grandi giocatori come Diego Armando Maradona, con il quale spesso si lasciava a piccoli spettacoli di bravura calcistica, tanto che apparivano come amici/nemici.

La grandezza di un uomo che ha perseverato e ha fatto del suo talento un motivo per unire le persone oltre il proprio colore di maglia.

Certo è che, nessuno può fare a meno di confrontarsi con la sua fama e il suo sorriso gentile ma determinato resterà fra i ricordi più belli di uno sport che troppo spesso si commercializza senza alcun valore.

E allora buon viaggio campione e grazie per il tuo esempio.

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