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Calenda pronto ad incontrare la Meloni

Impossibile abolire il reddito di cittadinanza, ma possibile una contromanovra.

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Chiediamo un incontro alla Meloni, perché è una ‘manovra estremamente lacunosa. Noi abbiamo una contromanovra con più investimenti, più welfare e meno mance. Lei è nuova nel ruolo e credo vada aiutata, non solo contestata. Noi siamo disponibili“, queste le parole del leader di Azione Carlo Calenda.

Ritenendo l’abolizione del reddito di cittadinanza, nonché la soppressione della legge Fornero  un’idiozia, prosegue spedito nel suo intervento in conferenza stampa al Senato: “Oggi presentiamo la nostra contromanovra: idee concrete per impegnare le risorse a parità di fondi. Il giudizio complessivo sulla manovra è che e’ una grande presa in giro per elettori della destra. Tutte le promesse elettorali sono state disattese. Secondo cui, le misure sulle pensioni su cui ha puntato Berlusconi si concretizzeranno in ‘6 euro al mese. La promessa di abolire la Fornero si è trasformata in un intervento idiota. Non ci sono investimenti industriali. Non c’è niente. Dei 35 miliardi della manovra gli ultimi 15 dove li trovano? La pressione fiscale aumenterà. L’unico governo in cui non è avvenuto è il governo Renzi“.

Poi senza mezzi termini illustra il progetto del Terzo Polo, lasciando sul terreno più parole che fatti: “Il reddito di cittadinanza nel 2021 è costato circa 8,4 miliardi di euro e ha coinvolto 2,5 milioni di persone. La componente di politiche attive ha largamente fallito: solo il 42,5% delle persone abili al lavoro sono prese in carico dai centri per l’impiego. Solamente il 10% degli abili al lavoro (senza già un’occupazione) trova lavoro”. Le proposte per tutti i percettori (“il 38% non abili al lavoro, il 62% abili”) sono di “far gestire il RdC dai comuni in linea con quanto previsto dal Rei (inclusa la fase di accesso al beneficio); spostare la componente del RdC relativa ai figli sull’assegno unico; togliere il sussidio agli under 40 senza figli; abilitare le agenzie private per il lavoro a formare e trovare lavoro ai percettori; prevedere incentivi non economici per cercare lavoro (come la riduzione dell’importo dopo 1,5 anni senza lavoro)”. E ancora: “Prevedere un’imposta negativa temporanea per i percettori che trovano lavoro e ripotenziare i voucher; adeguare il sussidio alle diverse soglie di povertà territoriali“.

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